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Giovedì 21 Gennaio 2010 14:53

I padroni del mondo si assolvono In primo piano

Scritto da Giulietto Chiesa
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In anteprima l'editoriale del prossimo numero di ANTIMAFIADuemila.

L'inchiesta sulla crisi finanziaria si arena fra i silenzi dei farabutti che hanno provocato il disastro.
Un funzionario tra quelli incaricati di trattare con loro qualche percento in meno delle loro prebende, si è lasciato scappare – essendo stato a contatto con loro - «è gente che pensa di vivere in un altro pianeta
».

 

Chiedo scusa in anticipo: non sono un economista. Mi è già accaduto in passato di affrontare questioni economiche pur non essendo una specialista. L'ho fatto perché certe cose si vedono anche senza essere uno specialista e uno come me si chiede come sia possibile che la collettività non le veda o, vedendole, non si chieda cosa sta succedendo e cosa potrà succedere se non si pone rimedio. Io credo che non si vedano perché la società dello spettacolo in cui siamo a bagnomaria dalla nostra nascita ci impedisce ormai di capire. Fine della parentesi.

E veniamo al dunque. All'inizio di gennaio 2010, ormai due anni dopo l'esplosione della più grave crisi finanziaria degli ultimi 80 anni, la “Commissione d'Inchiesta sulla Crisi finanziaria” (Financial Crisis Inquiry Commission) ha cominciato i suoi lavori dalle parti di Wall Street.

Lo scopo dell'iniziativa dovrebbe essere quello di capire perché è successo il disastro. Qualcosa di simile alla Commissione d'inchiesta che gli storici ricordano con il nome del suo presidente, Pecora, e che lavorò negli anni '30 per venire a capo del disastro di allora.

Ricordarlo non è cosa oziosa, perché meno di dieci anni dopo scoppiò la seconda guerra mondiale. Come chiameranno gli storici questa commissione non si sa. Battezziamola Commissione Obama, per comodità.

Cosa sta venendo fuori? Niente. Per spiegare meglio: i banchieri che sono stati chiamati a dare i loro pareri non hanno visto niente o sentito niente.

Paul Krugman, indignato quanto me, che economista non sono, cita in un articolo su «The New York Times» (14/01/2010) , la deposizione di Jamie Dimon, della JP Morgan Chase: «Non c'è da essere sorpresi, accade ogni cinque o sei anni».

Si è dimenticato che il governo americano, cioè i cittadini (ma anche noi europei) hanno dovuto sganciare diversi trilioni di dollari e euro per ripagare i disastri compiti da quelli come lui, e dai governanti che, pagati da quelli come lui, hanno rinunciato a ogni forma di controllo sull'operato di gente come lui. Che quest'anno non ha sicuramente guadagnato meno di dieci milioni di dollari.

Un altro convocato per esprimere pareri, Lloyd Blankfein della Goldman Sachs, ha parlato della crisi come di un uragano che ti capita addosso. Come fare? Non c'è che da pregare Iddio.

Se si riferisce a noi, ha ragione. Ma loro hanno creato la crisi con le loro mani. E hanno costretto il mondo a pagarla, con l'aiuto di Obama. Il quale fino ad ora non ha cambiato una virgola delle regole che questa nuova classe ha scritto, anzi ha cancellato.

Ladri astuti che possono far crollare il tempio se li si chiama a rendere conto.

E adesso poveri noi? Adesso è peggio. Circa 60 miliardi di dollari saranno pagati ai circa 100 mila banchieri americani in premi e prebende per questo appena defunto 2009 che è stato il collasso per i redditi di decine di milioni di persone in America e per centinaia di milioni in tutto il mondo.

La appena citata Goldman Sachs ha pagato ai suoi 28mila dipendenti rimasti, dopo averne licenziati altrettanti, la cifra di 16,7 miliardi di dollari, circa 595 mila dollari a testa. JP Morgan ha fatto più o meno lo stesso con i suoi restanti 25mila addetti, con 11,6 miliardi di dollari complessivi.

La crisi loro non l'hanno vista, e neppure sentita.

Ma c'è anche di meglio. Barack Obama, il riformatore, che ha elargito denaro pubblico per salvare i ladri privati, ha messo in piedi una commissione per verificare quanto continuano a rubare. Una commissione che negozia con loro l'entità dei prossimi furti. In questo caso si tratta specificamente delle sette corporation che sono state tenute in piedi direttamente con i soldi pubblici, cioè stampando altro denaro per ripianare le loro follie.

La commissione si chiama TARP (Troubled Asset Relief Program, cioè Programma per il Salvataggio degli Attivi in Difficoltà). Gli attivi erano in realtà molto passivi, ma lasciamo stare.

Il salvataggio è per i banchieri di sette società che hanno preso i soldi pubblici. E sono, per la curiosità di molti, Chrysler Financial, General Motors, American International Group (AIG), Bank of America, Chrysler, Citigroup, GMAC. Per non perderci nei dettagli, prendiamo soltanto i vertici AIG, che hanno appena pagato 168 milioni di dollari, inclusi i premi di produzione, a un pugno di impiegati della sezione della corporation che si occupava dei Derivati Finanziari, cioè proprio quella che, se non avesse la banca ricevuto un prestito di 180 miliardi di dollari dalla Federal Reserve, “avrebbe trascinato a fondo l'intera finanza mondiale”. («International Herald Tribune», 2-3/01/2010).

Qui sono in discussione, si fa per dire, i redditi individuali delle 25 persone che stanno al vertice di quelle istituzioni private. In tutto si tratta di un pugno di farabutti comprendente 136 nomi. I quali, incuranti di ogni cosa, resistono abbarbicati alle loro montagne di denaro. E, in caso qualcuno volesse farli scendere, anche solo di qualche gradino, minacciano ritorsioni, gridano che se ne andranno altrove, rifiutano ogni compromesso.

Pochi ma potentissimi. Sono loro i veri padroni del mondo. E lo prova il fatto che nessuno ha avuto il coraggio, fino ad ora, di pubblicare l'elenco dei loro nomi sulle prime pagine dei giornali americani. E penso che questi elenchi dovrebbero essere pubblicati sulle prime pagine dei giornali di ogni paese del mondo, perché – anche se non tutti sono stati salvati con iniezioni ricostituenti delle dimensioni stratosferiche di questi ladri americani – tutti si sono salvati con gli stessi meccanismi. Ciascuno a spese dei cittadini di riferimento. Altro che Madoff, il banchiere capro espiatorio che è stato dato in pasto alla curiosità mondiale. Vittima sacrificale, non dirò poveretto perché il termine non gli si addice comunque, perché tutti questi 163, insieme agli altri 99 mila, potessero restare tranquilli al vertice del mondo.

Un funzionario tra quelli incaricati di trattare con loro qualche percento in meno delle loro prebende, si è lasciato scappare – essendo stato a contatto con loro - «è gente che pensa di vivere in un altro pianeta».

Ma la verità è all'opposto: siamo noi che viviamo sul loro pianeta. Ospiti indesiderati. C'è spazio per noi solo in quanto consumatori temporanei dello spettacolo che ci offrono e per il quale dobbiamo pagare il biglietto d'ingresso.

Ultima modifica Giovedì 28 Gennaio 2010 00:08
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10 Commenti

  • Link del commento rocco Sabato 15 Maggio 2010 09:11 inviato da rocco

    Forse Bin Laden aveva ragione che il vero Problema era Bush e io credo che il vero terrorista sia stato proprio Bush e chi gli stava dietro. Obama non è che l'altra faccia del potere, quello che fa vedere che vuole cambiare le cose, più bravo di Bush in questo ma sicuramente più pericoloso. Per quanto riguarda le banche il problema è il meccanismo che lega il denaro che si emette alla costituzione che glielo permette dei singoli Stati. Se chi emette denaro è un privato come loro, io Stato non devo permettergli di fabbricare soldi e rivendermeli al valore nominale più gli interessi senza pagare le tasse sulla differenza guadagnata tra costo e il medesimo valore di rivendita a me Stato. Le banche dovrebbero restituire allo Stato tutta la detta differenza, in più si dovrebbe eliminare il frazionamento bancario che permette alle banche di rivendere denaro avendo una riserva di cassa irrisoria che nessuno controlla elevando all'ennesima potenza la differenza tra soldi incassati e soldi che si rivendono e quindi tra economia reale ed economia che definirei bancaria e cioè di cui solo loro ne sono i beneficiari.

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  • Link del commento luca donini Sabato 13 Febbraio 2010 13:13 inviato da luca donini

    Ok, Giulietto. Grazie per il chiarimento. Comunque se ci attaccano è perchè siamo (o saremo) scomodi...

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  • Link del commento Giulietto Chiesa Sabato 13 Febbraio 2010 13:08 inviato da Giulietto Chiesa

    Avvertenza il sito e' stato attaccato questa notte ed e' rimasto fuori uso fino a poco fa. Qualche cosa e' andato perduto.

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  • Link del commento luca donini Sabato 13 Febbraio 2010 12:12 inviato da luca donini

    Scusate, ho visto che è stato cancellato il mio messaggio in cui rispondevo a Federico P, esprimendogli il mio totale disaccordo su questa tendenza a fare richiami a Hitler, a proposito del quale penso che dovremmo essere tutti d'accordo nel considerarlo come uno dei personaggi più funesti nella storia dell'umanità. Spero di non aver detto qualcosa di sbagliato...

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  • Link del commento Federico P. Mercoledì 03 Febbraio 2010 10:59 inviato da Federico P.

    sign Desini, non vorrei sembrare razzista ma forse qualcuno che possa fermare molta di questa gente forse esiste o meglio è esistito. Si chiamava Hitler. Il mio cuore ripudia la cattiveria, ma comincio a chiedermi, con il senno del poi, visto che spesso e volentieri dietro tutto ciò ci sono sempre degli ebrei, se Hitler non ci avesse (parzialmente) visto giusto. Mi creda, detesto gli estremismi ma, come si suol dire "a mali estremi estremi rimedi" Ho 31 anni, vorrei poter avere un futuro e magari avere dei vigli e dar anche a loro un futuro.

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  • Link del commento umberto desini Martedì 02 Febbraio 2010 09:36 inviato da umberto desini

    caro amico Federico.P, a questi non li ferma nessuno;neanche con le armi. Ho letto il libro ZERO di G.Chiesa ed altri, ed è difficile pensare che siano quattro chiacchere senza alcun fondamento. A questi, che in una messa in scena durata un paio di ore anno tirato giù tre grattacieli e assassinato 3000 suoi concittadini possiamo rispondere non entrano in un Mac Donald ? Umberto Desini

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  • Link del commento giulietto Lunedì 01 Febbraio 2010 20:21 inviato da giulietto

    Rispondo a Janscky. Dunque: ingenuo, idealista e nipotino di Stalin. Si vede proprio che lei mi legge con gli occhiali di Avatar. Anzi lei non ha letto mai una riga di quello che ho scritto. Comunque stia tranquillo: non c'è nessuna alternativa tra guerra e rivoluzione. La rivoluzione non è alle porte, la guerra sì.

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  • Link del commento maurizio Lunedì 01 Febbraio 2010 14:24 inviato da maurizio

    E' anche proprio tutto il sistema che non funziona più. Denaro , Titoli di Stato, Emissioni varie. Sommando i valori cartacei si arriva a sette otto volte l'equivalente dei dei beni reali

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  • Link del commento janscky Lunedì 01 Febbraio 2010 12:13 inviato da janscky

    Che dire? Pensare che la drammatica crisi sia dovuta a pochi individui anziché alle contraddizioni del sistema di produzione in cui viviamo - non può esistere un capitalismo buono alla Proudhon! - è da ingenui, così come è da idealisti voler attribuire cause morali ai disastri che scaturiscono dalla mondo del mercato. Quando la legge della miseria crescente produce i suoi effetti, l'economia si mineralizza preparando l'ennesimo conflitto mondiale e i profitti si cerca di farli sull'economia finanziaria, vuol dire che i tempi sono quasi maturi: o passa la guerra o passa la Rivoluzione. Ma per lei,caro Chiesa, che è un nipotino di Stalin (sì, proprio quello che bestemmiò decretando la possibilità del comunismo in un paese solo), è cosa dura da comprendere. Le auguro una uona giornata.

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  • Link del commento Federico P. Lunedì 01 Febbraio 2010 11:14 inviato da Federico P.

    che dire, sig. Chiesa! è di oggi la notizia di un probabile superbonus all'AD di goldman sachs. Per conto mio comincia ad avere più senso la vera (o finta che sia) incitazione di Osama bin laden a boicottare gli usa.

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